settembre 6 2006, ore 10:32

Farsi trascinare nel mare lasciandosi prendere per le mani, saltelli in acqua come bambini. Mani giunte e grandi tuffi acrobatici, almeno ai miei occhi... a quelli del mondo temo innegabilemente goffi. Questo giro si torna piccini e non c'è tempo per il lavoro, per i momenti di skazzo e per quelli di malinconia. Io, Brum Brum e il Salento... dopo 29 anni - eh sì, ahimé proprio 29 - la prima vacanza insieme... attesa, sognata, ardentemente desiderata. In realtà è solo un weekend ma può bastare per rimetterti in pace col mondo. E io ora sono in pace, le guerre e i conflitti ho deciso di lasciarmeli alle spalle. Punta della Suina, Santa Maria al Bagno, Gallipoli, l'affascinante Lecce: "la porta italiana verso l'Oriente", "terra di dove finisce la terra", ovvero u Salentu. La vita che scorre davanti come guardassimo in un caleidoscopio... e le bolle di sapone tutto intorno. Il passato si confonde con il presente e lascia intravedere il futuro. A volte ci sembra che zia Ileana si materializzi in riva per gridare a gran voce: "Bruuuuuuuunoooooooooo, rientra. E' un'ora che sei in acqua!", con gesti convulsi che si traducono in vere e proprie minacce di morte. E poi salsedine sulla pelle, mare smeraldo, il fuoco dell'arte nella 'Taranta' di Capossela... e un sole che dice addio al giorno naufragando in mare, il rosso tutto intorno. Sì, ora è solo pace.

I.

un coraggioso


agosto 9 2006, ore 19:10

Accade a Pescara ogni ultimo fine settimana di luglio. La mattina presto, intorno alle 8, la banda arriva sotto le finestre dei pescatori per svegliarli in uno dei pochi giorni di riposo dal mare. E' la festa di Sant'Andrea, protettore dei marinai dell'intero pianeta, e guai a non onorarlo come si deve il Santo a cui uomini, donne e figli del mare si rivolgono ogni volta che c'è burrasca e i pescherecci sono lontani dal porto. In realtà, il giorno di Sant'Andrea 'cade' più o meno a fine novembre. Ma in autunno fa freddo e il mare è nervoso. Luglio, invece, è il momento ideale per onorare il Santo come solo i pescatori sanno fare: nel mare. I più anziani, sulle note allegre suonate dalla banda, si dirigono a piedi verso la chiesa, caricano in spalle il Santo e lo conducono al porto. Lì c'è la gente di mare ad attenderlo per accompagnarlo sul peschereccio più bello dell'intera marina. Ma non c'è solo il mio popolo ad aspettare che arrivi il Santo - scortato, oltre che dai pescatori, da vescovo e sindaco - c'è anche la gente 'di città' che per una volta dimentica di stare alla larga dal porto e entra in contatto con il mio mondo. Perché i rapporti tra la marina e i pescaresi sono, da sempre, piuttosto burrascosi. O meglio di aperta diffidenza, anche se a senso unico. Mi ricordo da bambina e adolescente, quando più di un compagno di scuola mi vietava di rivelare ai genitori da dove venissi. Per non spaventarli, confessavano timorosi... neanche fosse il Bronx il mio bellissimo borgo fatto di case popolari arroccate sul mare. Ma a Sant'Andrea è diverso, tutti fremono per la processione, e non c'è pescarese che non desideri 'saltare' su un peschereccio e accompagnare il Santo a onorare la memoria dei 'morti in mare'.

Così l'ultima domenica di luglio mi sono ritrovata, come sempre, sulla banchina del porto ad aiutare la gente 'di città' a salire sui pescherecci per prendere il largo. Ma stavolta, ad un tratto, mi sono fermata ad osservare. Ho osservato la mia gente aiutare le signore con borse e costumini griffati, uomini col sigaro in bocca trascinati dalle mogli sulla banchina, e bambini timorosi e incantati dai loro coetanei del porto che saltavano da un peschereccio all'altro come nulla fosse. Ho visto la gentilezza e la bontà d'animo che traspariva dal volto dei miei pescatori, lo sforzo compiuto da ognuno nel parlare soltanto in italiano evitando rigorosamente l'irrununciabile dialetto. La premura nell'evitare bestemmie e parolacce, il sorriso buono nell'offrire un pò di pesce fritto, panini preparati per gli 'ospiti' e cocomero fresco. Ho ricordato mio padre sempre attento nel momento dei tuffi, obbligarmi a restare accanto ai nuotatori improvvisati, ma senza far trapelare l'attenzione ad ogni loro movimento: "potrebbero offendersi, per l'amor del cielo". Peccato che la gente dimentica in fretta, e due giorni dopo 'la gita sul mare' torna ad evitare con attenzione il più bel borgo che probabilmente la città possa vantare. Oltre che la migliore gente... stavolta senza alcun 'probabilmente'.

Con orgoglio

la figlia di un pescatore

un coraggioso


luglio 10 2006, ore 19:46

I cinici diranno che gli assi in cerca di contratto dopo il declassamento dei loro club galoppavano in vista di ingaggi. Noi no. Noi crediamo che, dopo intercettazioni, accuse, intrighi e truffe, ognuno degli azzurri sia tornato per un mese quello che era da ragazzo in periferia, quando il calcio era sogno, non racket. E giocando nel sogno ci hanno fatto innamorare. I cinici sbagliano sempre nella vita, i boss del calcio corrotto sono più ingenui dell'ultimo tifoso insonne, irriducibile in piazza con la bandiera sdrucita. La passione vince sull'imbroglio, i puri di cuore sono più efficienti dei furbi, il gioco di squadra delle persone perbene prevale su vanità, egoismi, lobby.

dall'editoriale di Gianni Riotta, Corriere della Sera.

un coraggioso


luglio 10 2006, ore 16:21

un coraggioso


giugno 9 2006, ore 12:13

Ce l'ha fatta. La francese Raphaela le Gouvello ha attraversato l'Oceano Indiano a bordo del suo windsurf. Era partita 60 giorni fa dall' Australia ed è approdata oggi all'Isola della Reunion, dopo aver percorso più di 6.000 chilometri in mare aperto. Nessuno prima di lei c'era riuscito. Lei sì, e il fatto che sia una donna rende l'ardua impresa ancor più maestosa. Almeno per me, windsurfista convinta ma dotata di poco talento. Raphaela si è lasciata condurre dal vento ed è arrivata a destinazione con le mani segnate dal 'boma'  e la pelle pervasa dalla salsedine. A farle compagnia solo acqua e vento per 60 lunghissimi giorni. Un blog chiamato 'coraggio' non poteva non parlare di lei...

I.

un coraggioso


giugno 3 2006, ore 11:11

"Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso...."

Fabrizio De André 

un coraggioso


maggio 30 2006, ore 16:02

  

Immagini del mio week end...finalmente al mare

                                                                    

E che mare, l'Argentario. Domenica di cielo azzurro quasi imbarazzante, sole e piacevolissimo vento. Mare come non ne vedevo da tempo, a parte la mia Sicilia. Marja. Risate e relax in spiaggia.  La mia vita ideale. A  

                                              

un coraggioso